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| Gli
antichi greci vedevano nellordine formale della danza
un esempio di perfetta armonia tra mente e corpo ed in
questo senso la danza era ricorrente nelle feste religiose,
nei matrimoni ed ai funerali. La danza era composta e solenne
nella tragedia, dinamica e talvolta erotica nella commedia. |
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Dovunque
la danza prosperi e quali siano i movimenti del corpo preferiti
delle varie culture, essa è rappresentata da due generi
fondamentali:
1. Uno è soprattutto a uso dei danzatori che lo eseguono
per il loro divertimento. Le danze popolari
e le danze di sala da ballo sono esempi di questa
forma, basata sul presupposto che balli come il valzer possano
essere piacevoli a guardare ma lo siano ancora di più
ad eseguirli.
2. Laltro fondamentale modo di danza pone lassunto
che ai suoi movimenti si assista soltanto e con diletto.
Questo modo chiamato anche danza teatrale
comprende varie maniere differenziate, come il balletto, la
danza moderna contemporanea, il No giapponese, gli intermezzi
corali della tragedia greca.
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La
Danza Teatrale Occidentale si colloca geograficamente
in quei paesi doccidente in cui nacque il balletto, di
tradizione europea, ivi compresa la Russia ed i paesi che, solo
per contrapposizione politiche, vengono iscritti nel concetto
di Europa Orientale. Infine il balletto di marca nordamericana,
più libero dagli schemi e dai canoni tradizionali, produce
ciò che diverrà la danza moderna.
La danza non è lunica forma di movimento a cui
la gente piace assistere o partecipare. Anche lo sport è
unattività basata sul movimento: il calcio, il
tennis, il nuoto per esempio sono attività motorie che
possono essere considerati sport di spettacolari e certi movimenti
della scherma e della pallacanestro sono stati paragonati alla
danza.[5]
Nella danza leccitazione suscitata sia nel pubblico che
nei ballerini è basata su forti sentimenti che coinvolgono
diverse sfere delle emozioni umane, basate per i ballerini sullautogratificazione
estetica mentre per il pubblico sulla gratificante fruizione
estetica.
Nello sport leccitazione si basa sullattività
competitiva e agonistica che determina una sorta di conpartecipazione
del pubblico allo spettacolo della danza.
In una situazione di Danza Sportiva, oggi, in un contesto federativo,
le forti emozioni della danza si sommano a quelle dello sport,
ottenendo delle forme di Espressione del Movimento che sono
al contempo competitive ed autosignificanti, forme estetiche
che si pongono in quanto tali sul paino dellagonismo sportivo.
La competizione nella danza sportiva porta la danza a basarsi
su convenzioni che possono essere di diversa origine e provenienza.
Le danze folcloristiche e popolari, in quanto balli in continua
trasformazione perché vive come la cultura
dei popoli che le animano, saranno soggette ad una codificazione
di regole dinamiche, vale a dire con possibili trasformazioni
in adeguamento alle discipline. Le danze standard, in quanto
danze create in funzione della competizione, saranno
e rimarranno legate ad una codificazione standard fissa, in
cui eventuali cambiamenti avverranno solo nei caso limite di
grandi trasformazioni di tipo sociale. Le danze artistiche infine
saranno sicuramente legate alla forma di codificazione estetica,
che è dinamica e legata ai processi di significazione
delle opere analizzate dal punto di vista tecnico di esecuzione
e artistico di espressione.
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6.
QUANDO SI PARLA DI DANZA CLASSICA ACCADEMICA DOCCIDENTE
La musica parla in italiano, i termini che leggiamo
in partitura sono italiani ( presto, moderato, allegro e così
via); la danza occidentale invece si esprime in
francese, perché il balletto come oggi noi lo concepiamo
è nato in Francia.
Le posizioni di base, quelle che sono linizio della grammatica
accademica, sono state indicate nel 1588 da Arbeau Beauchamp
e da Pierre Rameau nel Settecento. |
Le posizioni fondamentali sono
cinque:
1. la PRIMA: punte divaricate in linea retta
e talloni uniti.
2. la SECONDA: sempre sulla stessa linea retta
le punte, ma i talloni sono distanziati fra loro della lunghezza
di un piede.
3. la TERZA: sulla stessa linea, i piedi aderiscono
uno davanti laltro a metà.
4. la QUARTA: allo stesso modo, un piede staccato
dallaltro in avanti, la distanza è sempre quella
di un piede.
5. la QUINTA: piede con la punta delluno
che tocca il tallone dellaltro, a differenza della terza,
uno copre laltro.
Queste posizioni assolute sono eseguite a terra, a
mezza punta (demi-pointe) e sulle punte (pointes): il piede è
quindi piatto a terra, o sollevato a metà, o del tutto.[6]
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Vediamo
altri termini importanti:
1. ADAGIO: danza in tempo
lento, piena di grazia e con movimenti controllati.
2. ALLEGRO: il contrario
di adagio, danza fresca e veloce, i passi in elevazione dal
suolo sono forme dellallegro.
3. ARABESQUE: posizione
in cui il danzatore sta fermo su una gamba, e con laltra
tesa allindietro e sollevata ad angolo; le braccia possono
seguire le stesse linee oppure seguire differenti angolature.
4. ASSEMBLÉ: un salto
con atterraggio di ambedue le gambe in posizione chiusa.
5. A TERRE: passi che non
si staccano dal suolo.
6. ATTITUDE: posizione fondamentale,
descritta da Carlo Blasi a imitazione del Mercurio del Giambologna:
una gamba è diritta a terra, laltra sollevata e
piegata allindietro, un braccio è sollevato armoniosamente
proseguendo la linea della gamba a terra.
7. BALLET BLANC: il balletto
romantico, con candidi tutù.
8. BALLET DACTION:
balletto con trama, in cui accadono fatti che vengono raccontati.
9. BALLON: indica la capacità
del danzatore di stare in aria, staccato da terra, in elevazione
con ritorno morbido ( da Jean Ballon ballerino del 1676).
10. BARRE: la sbarra, ovvero
lattrezzo che serve per gli esercizi di danza.
11. BATTEMENT: il movimento
di una gamba che passa da una posizione ad unaltra.
12. BATTERIE: il movimento
di un piede che batte contro laltro, o i due piedi che
battono insieme ; secondo la difficoltà e lelevazione
da terra si parla di grane e petite batterie.
13. BRISÉ: movimento
spezzato ; quando un danzatore si alza dal suolo, batte una
gamba contro laltra, e ritorna in posizione.
14. CABRIOLE: grande batterie;
le gambe battono insieme in aria.
15. CARACTÈRE: la
danza di carattere, riguarda i balli nazionali e folcloristici.
16. DANSEUR NOBLE: il danzatore
classico, partner della ballerina nei balletti classici.
17. DEVELOPPÈ: quando
una gamba si distacca dallaltra che resta al suolo; movimento
graduale, ed in varia estensione e altezza.
18. DIVERTISSEMENT: danza
o danze che stanno in sé nel racconto del balletto.
19. ECHAPPÉ: movimento
vigoroso, coi piedi del danzatore che scappano dalla
posizione chiusa in una aperta, per esempio, con un salto in
avanti.
20. ENTRECHAT: passi battuti
in elevazione,col danzatore che si solleva in aria incrociando
i piedi più volte velocemente, fino a ricadere a terra;
le punte sono rivolte in basso.
21. FOUTTÉ: da frustata;
en tournant ovvero girando; una gamba è diritta al suolo,
laltra muove nellaria; è un passo o salto
di grande effetto, in cui il ballerino dà lidea
di liberarsi in aria senza peso, nello spazio; latterraggio
avviene su di un unico piede, nel modo più morbido possibile.
22. GETÉ: un salto
con gamba gettata in avanti ed in alto, con il corpo in traiettoria
verticale ( petit jeté ), in orizzontale ( grand jeté
) e con giri laterali ( jeté entournant ); avviene su
di un unico piede nel modo più morbido possibile; leffetto
è quello di un corpo senza peso che si libera nello spazio,
di grande impatto visivo.
23. MANEGÈ: termine
di origine circense che indica un cerchio immaginario percorso
dal ballerino con giri o tours piuttosto acrobatici.
24. PAS DACTION: lazione
nella danza; combinazione di danza e mimica; relazione tra due
personaggi; componente teatrale o drammatica del balletto.
25. PAS DE DEUX: il duetto
di danza tra uomo e donna; la versione originale consta di cinque
parti: entré adagio variazioni della ballerina
- el danzatore coda; per estensione PAS DE TROIS, PAS
DE QUATRE e così via.
26. PIROUETTE : giro completo
su un piede; il suo svolgimento può essere complicato
e dare vita a figurazioni fra le più diverse.
27. PLIÈ: movimento
in cui il ballerino piega le ginocchia; in genere precede una
elevazione.
28. PORT DE BRAS: con questo
termine si indica il portamento e il moto delle braccia.
29. RELEVÈ: elevazione
del corpo del danzatore sulla punta o sulla mezza punta.
30. RÉVERENCE: un
profondo inchino.
31. ROND DE JAMBE: movimento
rotatorio della gamba, che può anche essere eseguito
en lair.
32. SISONNE: movimento della
danza col quale le due gambe a forbice passano, saltando dallappoggio
sui due piedi, alla ricaduta su uno solo; deriva probabilmente
dal francese ciseaux che significa forbici.
33. TOUR: giro, piroetta
al femminile.
34. TOUR EN LAIR:
giro aereo, che il danzatore compie partendo dalla quinta posizione
e tornando dove era prima; passo virtuosistico: tre tours en
lair sono già il massimo possibile.
35. VARIATION: sinonimo
di pas seul, è la danza a solo di una persona.
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Queste sono le principali voci del
dizionario della danza accademica, codificata per secoli e tuttora
viva. O se vogliamo il suo scheletro, sul quale si può
applicare ogni sorta di ornamento. Anche la danza moderna usa
a suo modo passi e posizioni di derivazione classica, ma ovviamente
diverso è lenchaînement ovvero il legame fra
i passi ( il legato musicale).
I termini che si usano per la danza classica sono accettati anche
dalla danza moderna, come base di lavoro e riferimento pratico.
Il dizionario della modern dance è del resto semplice e
realistico sia che riguardi il movimento del corpo che lattività
a terra. Come dimostra Martha Graham, tutto parte
dai termini di contrazione e rilassamento; poi si parla di caduta
e di rapporto quasi fisiologico con la terra, come avviene con
limpostazione delle danze archetipe, orientali e africane.
Oggi, per la danza moderna e contemporanea, i termini linguistici
sono molto più approfonditi e inglobano tutta una serie
di posture legate al senso e significato
che esse acquistano in relazione interattiva con gli altri elementi
coreografici |
7.
LA DANZA COME LINGUAGGIO
Prendere le mosse da una considerazione linguistica
della danza, che ne prefiguri metodicamente lo statuto di linguaggio
cinesico, significa anche perdersi in un ginepraio di
ambiguità. A rigore semantico ogni segno
acquisisce un senso determinato e costante solo se incluso allinterno
di un contesto semiotico comune, un codice di segni condiviso,
costruito attraverso la pratica sociale. Se le cose stessero
così la soluzione sembrerebbe a portata di mano.
Purtroppo il linguaggio della danza è oscuro perché
non ne conosciamo tuttora il vocabolario. Un
vocabolario della danza non esiste; forse non può esistere
oppure probabilmente nessuno lo ha mai desiderato.
Una cosa è certa, la danza, più di ogni altra
forma di processo di significazione umana, è fortemente
simbolica. Essa è un veicolo di forme significanti
che si concretizzano nel corpo ed i suoi movimenti.
Secondo Merleau-Ponty è attraverso la misurabilità
del corpo che luomo definisce il mondo attorno a sé.
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| Il corpo,
per primo, realizza unorganizzazione simbolica dello spazio |
Il
corpo è il primo oggetto polisemico e ognuno dei significati
che incarna origina un ordine simbolico differente; si pensi
alle strutture della realtà, alle visioni del mondo corrispondenti
alle figure del corpo come cadavere, animale, robot o manichino.
Il corpo fa cenno alla massiccia opacità di un in-sé
pre-verbale di dischiudersi fenomenologicamente in un mondo
del significato e in uno stato di natura originario, opposto
a quello culturale, in cui il segno linguistico convenzionale,
la parola, è assente.[7]
La prima forma di espressione umana è il
gesto, inteso nella sua valenza simbolica originaria, che precede
ogni azione funzionalista e si pone come inizio del processo
di significazione.
NellArte e nella Danza si assiste ad una perdita a causa
del potenziale di astrazione di cui esse sono portatrici che
realizza, attraverso il linguaggio espressivo, un allontanamento
dallintuizione sensibile.
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[1] Tale argomento è
correlato allapprofondimento sulle posture delle
tre categorie trattate a livello pratico. [2] In cerca
di danza, Cristian Muscelli, Ed.Cost&Nolan, 1999, Ancona-Milano,
cap. Nietzsche e una filosofia della danza come sì alla
vita di Barbara Elia, pag. 81-87. [3] esperire
inteso come categoria dellesperienza, di fondamentale importanza
per lo studio del rapporto tra filosofia e danza. [4]Lanima
e la danza, Paul Valèry, 1921, pag. 10-31. [5]
La Danza, Jack Anderson, Ivi, pag. 7-8. [6] La Danza
ed il Balletto, Mario Pasi, Ed. Ricordi Giunti Martello,1983.
[7] In cerca di danza, Ivi, pag. 6-11. |
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