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La maggior difficoltà
nel definire il termine "Salsa" sta
nell'inquadrarla come fenomeno musicale e danzante, che non
si presenta solo come tale, ma si estende in un vasto campo
storico culturale. La "Salsa" si presenta con dei
retroscena profondi, intrinseci nella sua natura ibrida e molteplice:
dalla sua nascita nella diaspora delle radici nei diversi paesi
alla ricchezza delle sue contaminazioni e trasformazioni in
luoghi e ambienti diversi. Riuscire a tracciare una storia della
Salsa risulta impresa ardua e difficile. Tracce delle sue origini
possono essere riscontrate nella cultura musicale di molti paesi
del Centro America, in modi e caratteristiche
diverse: da Cuba a Puerto Rico, dalla
Colombia al Venezuela.
Cercherò di delineare gli aspetti cronologici e socio-musicali
delle diverse realtà, senza voler definire delle verità
assolute, scelta questa comprovata dal fatto che diverse sono
e a volte contrastanti le teorie sulle origini della salsa. |
| A mio avviso
Salsa è "una" forma musicale, resa meravigliosa
dalla miriade di particolarità e differenze da cui si
connota in relazione al suo luogo di provenienza. La Salsa possiede
degli elementi ad essa tipici, che la definiscono e fanno sì
che essa rimanga sempre e comunque fedele alla sua struttura
originaria, ciononostante subisca trasformazioni e mutazioni:
dalle Isole dell'America Latina al Barrio, quartiere latino
di New York, alle fredde città europee. Altre teorie
sulle origini della Salsa la vogliono come la sintesi di ritmi
a lei precedenti, come il son, la rumba, il mambo, la guaracha.
Nella tradizione cubana viene considerata come un rituale di
galanteria e corteggiamento in musica. Per altri la Salsa evidenzia
il suo carattere tribale nella sua essenza più antica.
Essa infatti discende originariamente dalla tradizione africana,
già ampiamente delineata nel testo citato. |
| Si
sostiene in sintesi che le prime forme di clave siano già
presenti nel continente nero e che la sua forma più tradizionale
si sia creata in Africa. Tradizioni e culture diverse (africane
da una parte ed ispanoeuropee dall'altra) approdano,incontrandosi,
nel continente americano assieme a strumenti, ritmi, canti,
religioni, culti. Le linee fondamentali della melodia e dell'armonia
europea sono state rapidamente integrate nei ritmi arrivati
dall'Africa, in una terra fertile e creativa come quella caraibica
che a Cuba ha trovato il suo centro di confluenza e d'interazione.
Mentre alcuni ritmi come la Conga, la Rumba, il Guaguancó,
Yambú e la Columbia sono rimasti coerenti ad una sonorità
africana, il Danzón si può considerare il primo
prodotto dell'isola non più africano e nemmeno europeo,
ma un ibrido nato dalla confluenza tra la contraddanza francese
e i ritmi africani. Alla proclamazione dell'indipendenza di
Cuba nel 1901, restrizioni mai prima imposte vengono applicate
in ambito socio-culturale, tra cui quella di suonare i tamburi
di provenienza africana. Questo provoca la nascita di formazioni
vocali chiamate Coros de Clave che hanno diffuso vocalità
e testi per canzoni. |
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Queste
nuove tendenze si sono poi spostate dalle campagne verso le
città dando origine ad una nuova forma musicale: el son.
Il Son, come è stato ampiamente documentato nel testo,
combina una parte lirica che espone un "tema" con
una parte ritmica (il montuno). Una terza interpretazione considera
deleterio porsi il problema dell'origine della Salsa, dal momento
che questa semplice parola è nata come termine commerciale,
sviluppatosi negli Stati Uniti per inglobare i diversi ritmi
musicali caraibici e in senso lato latinoamericani, uniti ad
una base comune: la clave. Come è accaduto al Mambo,
alla Rumba e alla maggior parte dei ritmi latini, anche la Salsa
ha presto varcato i confini cubani per approdare negli Stati
Uniti. Qui intorno agli anni Settanta, grazie all'interazione
con altre culture musicali, nasce e si sviluppa la Salsa Metropolitana:
vivace e fantasiosa, questa è meno aristocratica e più
vicina alla dura realtà del Barrio, quartiere latino
di New York. |
Questa
città diventa terreno fertile per la sua trasformazione
e punto di riferimento per artisti latinoamericani di diverse
provenienze. Nei ghetti delle grandi città americane
l'emarginazione,lapovertà e la lotta quotidiana per la
sopravvivenza mettono a dura prova gli immigrati che hanno lasciato
la loro terra per cercare fortuna nell'Eldorado americano. Il
Barrio è popolato da Portoghesi, Venezuelani, Cubani,
Uruguaiani, Colombiani e Portoricani: una miriade di culture
diverse, ricche di storia e tradizioni musicali. Il Son Cubano
trova terreno fertile nella sua metamorfosi e s'incontra con
altrettanti ibridi quali il jazz, il rhythm'n'blues, la cumbia
e la sorella Rumba. Tra coloro che rivendicano la nascita di
questo glorioso ballo ci sono i portoricani di Puerto Rico,
colonia americana e isola indipendente che, a differenza di
Cuba, vittima dell'embargo economico, è riuscita negli
ultimi trent'anni a sviluppare ed incrementare con altri elementi
questo nuovo e frizzante ritmo musicale chiamato Salsa; di contro
- si afferma - Cuba è rimasta legata alle sue tradizioni
popolari. |
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| Oggi
è possibile dire che ciononostante Cuba sia stata pressata
da ristrettezze economiche e dall'isolamento, non è stata
certo ignara alle novità, e meno che mai a quelle provenienti
dalle culture musicali alternative come l'Hip Hop. Da qualche
anno siamo coscienti che un nuovo genere musicale (ballabile?)
è nato a Cuba, frutto della mescolanza tra la tradizione
afrocubana e gli umori metropolitani Jazz e Hip Hop, genere
che prende il nome di Timba. Puerto Rico fu sicuramente avvantaggiata
dall'aiuto delle case discografiche americane che fecero da
trampolino di lancio per la musica portoriqueña. La produzione
musicale dell'isola dell'incanto. S'incrementò, migliorandosi,
diventando culla per la nascita di grandi artisti ed orchestre
come "El Gran Combo de Puerto Rico". |
Ma
risalendo alle origini dei gruppi musicali storici della Salsa,
non possiamo fare a meno di nominare la grandiosa "Fania
All Star", ideata dal flautista Johnny Pacheco, che riuscì
a farsi finanziare il progetto di assemblare una orchestra formata
dai grandi della musica latina come Celia Cruz, Roberto Roena,
Papo Luca, Ray Barretto, Ruben Blades, Roberto Rodriguez e Willy
Colón.In pochi anni il fenomeno Salsa esplose in tutto
il mondo, con grande attenzione da parte delle case discografiche
americane. Gli addetti ai lavori si ritrovarono in mano un prodotto
di grande commerciabilità, privo di nome. Non si poteva
chiamarlo Son perché facilmente confuso con la parola
di origine inglese sound, così appunto qualcuno pensò
di utilizzare una parola che fosse al tempo stesso facile da
ricordare e sinonimo di miscela, ecco appunto definita con il
termine Salsa.. Robert Palmer, critico musicale del New York
Times, conoscitore dell'universo musicale americano, afferma
che, nonostante la fusione di differenti elementi musicali,
negli Stati Uniti d'America i bianchi ballano ascoltano Rock,
i neri suonano il Blues, mantenendo viva la segregazione razziale;
nel Barrio invece, la Salsa è motivo di unione, luogo
in cui si fondono culture diverse senza alcuna distinzione di
razza e di provenienza. Tito Puente, grande timbalero, contrasta
terribilmente il termine "salsa" affermando che questa
parola è stata "inventata" da chi "vende"
musica, con l'intento di creare etichette a tutti i costi: -"La
salsa si mangia, non si suona"- afferma riferendosi alle
origini di questo ballo. Al di là di tutto, una cosa
è certa, il segreto di questo ritmo sta proprio nella
sua universalità, nelle infinite definizioni possibili
che potrebbe acquisire. Salsa vuole dire ritmo, passione, calore,
ballo, comunicazione, ma anche critica, politica, avanguardia,
contaminazione, espressione di molteplici linguaggi, perché,
nella lunga storia della musica latinoamericana, il rapporto
tra pensiero e fisicità, tra impegno e divertimento è
stato strettissimo, tutto riunito in un unico universo, quello
Salsero. |
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