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La centralità
del corpo umano è uno dei presupposti fondamentali
su cui si basa nell'epoca contemporanea la definizione concettuale
e simbolica della danza. La nuova danza del XX sec. può
darci un corpus filosofico compiuto grazie al fatto che
essa interpreta una questione radicale di tutta la cultura
occidentale: come riconoscere l'Essere nell'uomo di fronte
alla finitezza del suo corpo.
Riportare l'essere all'uomo significa anche ritrovare nell'uomo
il carattere divino che lo distingue, la sacralità
dell'Essere, recuperando antichi miti ancestrali di origine
orientale.
Non c'è da meravigliarsi dunque se una delle più
antiche arti è quella del movimento: la danza. Con
caratteristiche diverse essa fiorisce dappertutto. Le sue
origini si perdono nella preistoria più remota: molto
prima che la danza evolvesse negli stili di un'arte complessa,
l'uomo trae diletto a flettersi e scuotersi, a girare su
se stesso, a divertirsi con passi artefatti, a pestare i
piedi aritmicamente, proprio come fanno i bambini anche
oggi. |
| Consapevole
del moto di potenti forze della natura, il primitivo esibisce
a sua volta movimenti nella speranza che tale imitazione
quieti quelle forze terribili o anche nella pretesa di dar
prova di un'analoga abilità dinamica, capace di un
sopravvento su di esse.
I cacciatori danzano prima di mettersi sulle tracce di una
possibile preda, i guerrieri danzano prima di affrontare
il combattimento, l'intera tribù danza per esorcizzare
gli spiriti maligni e propiziarsi agli dei. Vi erano danze
per stimolare la pioggia, per festeggiare il raccolto (della
fertilità), danze in onore delle nascite, dell'avvento
della pubertà (iniziazione), per i matrimoni, per
ossequiare la morte ed il suo trapasso, e così via. |
Tutte
le grandi civiltà hanno creato forme proprie con
l'elemento fondamentale della danza: il movimento del corpo
nello spazio. Il corpo ha una vastissima gamma di movimenti
ed i tipi di danza, che prendono forma dall'esperienza espressiva
del corpo, presentano enormi differenze da cultura a cultura.
Quelle asiatiche sono più complesse in parte perché
la danza orientale, come l'arte orientale in genere, è
strettamente legata alla religione e agli aspetti simbolici
e contemplativi. Ciò è evidente in modo particolare
nella danza indiana ed è una conseguenza del fatto
che gli indù credono nella creazione del mondo da
parte di una "divinità ballerina", Shiva. |
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Larghissima
parte dell'universo è in movimento. Nello spazio
esterno i pianeti girano attorno al sole. Anche il nostro
pianeta, la Terra, segue l'orbita e gira contemporaneamente
sul proprio asse, secondo un sistema di simmetria ripetuta
dall'atomo dove elettroni in rivoluzione ruotano contemporaneamente
intorno a un nucleo di protoni e neutroni.
Per forza d'istinto i corpi umani si mettono in sincronia
con il moto perenne del cosmo, movendosi a loro volta senza
una meccanica razionale. Tutto ruota attorno a noi: assistiamo
al ricorrente passare delle stagioni, all'inesorabile parabola
della vita, dalla nascita alla maturità, alla vecchiaia
e alla morte. La vita stessa è movimento. La Danza
che per eccellenza esprime la sintesi tra Microcosmo dell'Essere
e Macrocosmo dell'Universo è sicuramente la Danza
Orientale, Raq Sharqi, che riassume nei suoi stili ed interpretazioni
l'andamento ciclico e circolare della Natura. |
La filosofia
nietzscheana ci consente di mettere in luce i parametri
culturali che silenziosi scorrono dietro la nascita della
danza. La necessità di tale filosofia è quella
di rompere con una cultura focalizzata su qualcosa "fuori"
dal corpo esprimendosi con estrema determinazione. La nuova
umanità riconosce al proprio corpo il senso universale
della vita e pone il corpo nella centralità dell'Essere.
All'alba di questa svolta epocale si situa un cambiamento
culturale che considera l'uomo a partire da quello che egli
è innanzitutto, vale a dire corpo. In tal senso tanto
Nietzsche quanto la Nuova Danza sono interessati all'incontro
dell'Essere e dell'uomo in seno al principio vitale del
corpo. |
Molti
coreografi evocano la presenza del Dio nel corpo di colui
che balla; il filosofo tedesco afferma invece di credere
solamente in un dio che sappia danzare, secondo il principio
cosmico della tradizione induista che va sotto il nome di
Shiva: dea della danza che con il suo continuo incalzare
simboleggia la creazione e la distruzione di ogni cosa ponendosi
all'incrocio di vita e morte per riassumerli in un unicum
cioè in un solo principio portante, quello di essere
= movimento. |
Grazie
al recupero della sacralità del corpo la danza contemporanea,
con Isadora Duncan, Martha Graham, Pina Baush e Carolin
Carlson, ha saputo ispirarsi alle antiche danze ancestrali
e trarre spunto per la propria arte. La Nuova Danza fa emergere
archetipe danze basate sui culti della fertilità
nella loro vera essenza femminea e matriarcale, liberandole
dalle pseudopatriarcali interpretazioni frutto della depurazione
religiosa di provenienza monoteista e ridando loro il vero
valore sacrale ed esoterico. |
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La
Nuova Danza Orientale fa proprio il culto della Dea Madre
nelle sue diverse sembianze: Isthar, Iside, Innana, ecc.;
si appropria inoltre del "Mito della Danza dei Sette
Veli di Isthar" e con esso una nuova visione al femminile
nasce e prospera nella cultura contemporanea come rinascita
della fierezza femminile, trasponendo ciò che alle
origini era culto a ciò che è oggi lettura
dei simboli dell'inconscio. |
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La
Nuova Arte della Danza Orientale fa proprio il Mito e per
mezzo di esso agisce in un processo di scoperta dell'io
profondo, archetipo, originario e, da una rielaborazione
dell'essere che attraversa l'energia esoterica cosmica della
danza, si trasforma in potenziale del sé.
Potremmo dire che se il Principio Cosmico dell'energia si
esprime in una divinità che danza, sarà il
femminile di Shiva, Shakti, l'Energia della Creazione, a
rappresentare la Danza intesa come sintesi di Macrocosmo
e Microcosmo.
Danzare Orientale significa risvegliare in noi Shakti ed
il nostro potenziale creativo femminile, fatto di simboli
magici ed alchemici per raggiungere l'autoaffermazione e
l'autostima. |
| Risvegliare
in noi la donna sciamanica, la donna che incarna il potere
dell'amore che crea, della sessualità e della magia
naturale, la donna madre di figli liberi e sani sia dentro
che fuori, la Maestra e la Sacerdotessa, che è una
donna di cui oggi il mondo ha più che mai bisogno
ed è una donna che oggi può, vuole rinascere
ed agire. |
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